Archivio di Giugno 2008

Sapersi meravigliare

Sabato, 21 Giugno 2008

Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza.

I. KANT, Critica della ragion pratica

 

Cercasi uomini capaci di meravigliarsi, di guardare il cielo e imitarne le geometrie, l’ordine di stelle, all’occhio profano confuso pugno di coriandoli lucenti gettato nell’universo buio. Tutelare gli uomini perché ricreino quella stessa spontaneità, quello stesso brillare di luce propria, quella stessa interdipendenza, non è forse il servizio richiesto a chi governa? Mi chiedo se questo compito sia possibile a chi non si meraviglia della legge morale dentro. Senza interiorità quali modelli si possono proporre? Quale uomo si intende tutelare? Il consumatore? Il cliente? A che uomo si pensa quando si fa politica? Si pensa anche a un essere capace di cielo, che riesce ancora a meravigliarsi?